martedì 15 ottobre 2013

Decalogo del Fotografo di Matrimonio



Una delle maggiori difficoltà dei fotografi professionisti, e in particolare quelli di matrimonio che hanno a che fare con una “concorrenza” sempre più accesa (da parte di persone che durante la settimana fanno altro, da dilettanti allo sbaraglio, da una tecnica fotografica che riesce a “riparare” a molti errori e difetti), è quella di “giustificare” il motivo di far spendere (più) soldi per un servizio di qualità.
Purtroppo anche il simpatico sarcasmo di articoli come questo, che giovano e provocano (a fin di bene) per spiegare quanto sia importante un fotografo professionista rischiano di ottenere un effetto opposto, specialmente in un Paese come il nostro dove la questione è vissuta in modo ancora più drammatico.
Abbiamo preso questi insensati e spiritosi 8 punti (scritti per ironia, lo confermano anche le foto pubblicate, come l’improbabile sposa), e li abbiamo trasformati in un decalogo al contrario (quindi, ne abbiamo pubblicati 10 di punti, un decalogo è fatto di 10 punti, così fa più scena formale) ;-)
Questo decalogo dice cose se vogliamo anche ovvie, ma siamo convinti che sia necessario ribadirli: non a noi, ma ai clienti. Serve fare comunicazione, far capire alle persone (che non sono stupide, ma che sono fuori dal nostro mondo) quello che vale davvero la professionalità di un fotografo nei “momenti importanti”. Quando avremo un mercato più “maturo” forse potremo anche fare ironia, ma a “casa nostra” purtroppo in tanti prenderebbero questa ironia come qualcosa di vero.

(in corsivo le “accuse” che sono state fatte nell’articolo “incriminato”, sotto la verità dei fatti, visto da parte dei fotografi professionisti.)


Dedalogo:

1) Noleggiare le stesse fotocamere e obiettivi che usano “i professionisti”
1) Non è la fotocamera che fa “le belle foto”
Un professionista non è tale se usa fotocamere di alta qualità. Le usa perché ne conosce le differenze, perché sa usarle, perché sa trarne il massimo in termini di qualità. Potrebbe fare foto altrettanto bellissime usando un cellulare o una compatta, ma sceglie di usare (quasi sempre) quelle di alto livello per garantire “professionalità”. Un professionista con una fotocamera amatoriale sarà sempre un professionista, un dilettante con una fotocamera professionale sarà sempre un dilettante.
2) Noleggiare treppiedi, softbox e memory Card 
2) Gli accessori servono SOLO se servono. Quello che serve è la testa, e non è noleggiabile
Quando vedete un “fotografo” che usa tanti accessori, non considerate questa necessariamente una dimostrazione di qualità o competenza. Eccellenti fotografi prediligono la semplicità, altri la complessità, ma è anche vero che molti pessimi fotografi si complicano la vita con strumenti e accessori tecnici, invece che usare l’accessorio principale: la testa e la sensibilità. Alcuni fotografi fantastici nemmeno sapevano caricare la pellicola nella fotocamera… ma non per questo erano meno geniali.
3) Reclutate due amici o due studenti per scattare le foto per voi
3) Parenti, amici, studenti: tutti possono scattare belle foto, ma un servizio di matrimonio richiede molto di più che “un dito” e tanti “click”. 
C’è una storia da raccontare, c’è da essere presenti e nella posizione giusta per cogliere ogni momento importante. Perché i momenti di un matrimonio non hanno il replay e non ritornano mai più.
4) Tutto quello che c’è da imparare lo si può trovare in qualche video tutorial o in qualche libro
4) L’esperienza sul campo non è scritta da nessuna parte
Un bravo fotografo di matrimonio è chi ha fatto (tanta) esperienza sul campo, non chi legge libri o guarda qualche tutorial. Non si tratta di “tecnica”, anche se ce ne è tanta nella fotografia di qualità; si tratta di trasferire emozioni e costruire ogni immagine con cura, sapienza, creatività. Non si impara leggendo, e nemmeno guardando qualche “consiglio degli esperti”. Lo si ha nel cuore, e non è trapiantabile.
5) Scattate ovunque, tantissimi scatti al secondo: catturerete tutto quello che serve
5) Pochi scatti, la perfezione arriva dalla progettazione
Non serve scattare tante foto, e specialmente non serve a nulla “sparare” raffiche: per quanto veloce può essere una fotocamera, l’attimo perfetto sarà sempre tra uno scatto e l’altro. Solo la sensibilità di capire quando scattare porta al giusto risultato, che non è mai un caso. Il fotografo professionista deve essere sempre pronto all’attimo “fuggente”, ma si tratta di un ingrediente che semmai si aggiunge: in ogni caso non è mai un caso, ogni foto deve essere perfetta perché pensata, studiata, attesa.
6) Photoshoppate le foto, così diventeranno belle!
6) La bellezza di una fotografia nasce in fase di scatto
Non ci sono brutte foto che possono diventare belle immagini, con nessun software. Belle foto possono diventare foto eccezionali con l’accurato uso di Photoshop, ma bisogna avere pari sensibilità sia in ripresa che in post produzione (e la sensibilità non è inclusa nemmeno nella ultima release del software e mai lo sarà). Molti pensano che si possa sopperire ad una pessima fotografia con un intervento tecnico di un software, ma non è vero e – per di più – il tanto tempo della post produzione invece che portare ad una migliore immagine viene dedicato a “correggere errori”. La foto perfetta è frutto di un lavoro che porta dal buono all’eccellente, altrimenti è solo tempo perso.
7) Archiviate tutte le vostre foto online su un servizio di sharing
7) Privacy e sicurezza per le immagini: priorità assoluta
Una delle maggiori responsabilità di un fotografo professionista è quello di garantire la massima sicurezza per le immagini dei clienti. Oggi e sempre. Questo significa sistema di archiviazione affidabili dal punto di vista della ricercabilità (trovare le foto archiviate), del backUp (usare sistemi sicuri che possano garantire la protezione dei dati in qualsiasi situazione, anche improbabile), dell’usabilità dei formati (i formati di salvataggio delle immagini variano nel tempo, è necessario aggiornarli). In più, le immagini sono un bene prezioso dal punto di vista della privacy: un professionista garantisce che nessuno avrà mai accesso alle immagini di un cliente, se non richiesto esplicitamente.
8) Stampate le foto usando servizi a basso costo (tanto nessuno se ne accorge).
8) La perfezione della stampa.
Oggi – più che mai – stampare è un processo che richiede la perfezione. Si stampa per avere un’esperienza tattile, emotiva, coinvolgente, non come in passato che “bisognava stampare per vedere le foto”. Non ci può essere quindi un compromesso qualitativo: i monitor dei computer, dei tablet, degli smartphone sono così belli e brillanti che la stampa richiede una qualità eccezionale. L’album dei ricordi è tale se riesce non solo a contenere immagini stampate, ma offre un’esperienza fantastica… tutta da guardare e da toccare. Ridurre questo impatto è come tradire un patto tra fotografo e cliente.
9) Per raccontare una storia bisogna essere dei narratori
Tutti possono fare belle foto, ma per raccontare una bella, appassionante, coinvolgente storia servono ben più che delle “parole”, lo stesso vale per un servizio fotografico. Il bravo fotografo professionista non è quello che, per caso, riesce a fare una bella foto. E’ quello che coinvolge le persone e le porta a seguire un percorso fatto di emozioni, narrate con stile, personalità e un percorso immersivo.
10) L’unico costo che rimane di un matrimonio sono le fotografie
Pensateci bene: il banchetto del matrimonio dopo poche ore non c’è più, il vestito viene messo in un armadio e mai più indossato, gli inviti finiscono nel cestino o in un cassetto troppo profondo per ritrovarli. Le emozioni, le persone, i sorrisi si diradono nella mente, e l’unico modo per mantenerle vive sono le fotografie. Eppure, spesso il costo di eccellenti fotografie viene considerato più superfluo di altre cose, della cerimonia: l’unica che davvero rimane…
fonte:Jumper.it con licenza Creative Commons 3.0 (CC BY-NC-ND 3.0)

sabato 5 ottobre 2013

Progetto Icone Rock


A Giugno, sulla scia pubblicitaria "sarà tutta un altra musica" per l'inaugurazione del mio nuovo negozio, ho chiesto a Walter di darmi una mano pensando al concept, cercando dei "personaggi" che potevano avere un minimo di somiglianza, abbiamo riprodotto alcune "icone" della musica Rock, truccandoli a dovere e vestendoli abbastanza simili, siamo riusciti a realizzare questo nuovo progetto, anche con l'aiuto di Valentina (MUA) per il trucco e Roberta (Hair Stylist) per il parrucco.

Ottenendo come risultato 5 fotografie simili a le star originali.

Dopo essere state esposte nel mio studio, e in contemporanea da Alberta Boutique e da Roberta Style, ho deciso che poi, a inizio inverno, le avrei esposte al DeCris Pub di San miniato per tutto il mese di Ottobre.

Ebbene in questi giorni con l'aiuto di Deliano abbiamo istallato le fotografie (60x90) è appeso al soffitto le "riproduzioni" delle copertine dei vinili 33 giri, stampando da un lato la foto originale e dall'altro la nostra riproduzione.




La sera del 1 di Ottobre abbiamo fatto una piccola inaugurazione, invitando gli amici: Andrea (Bob Dylan), Emanuele (Jimmi Hendrix), Giovanni, (David Bowie) Simone, (Jim Morrison) è mancata solo Giulia (Patti Smith)...
Abbiamo sbocciato una magnum di Ferrari per fare un brindisi propositivo tutti insieme...





Alla fine di questa esposizione, consegnerò a gli amici che si sono prestati, la propria foto.
Essendo un "Progetto Aperto" ci sono già due ipotetiche icone da realizzare...

mercoledì 25 settembre 2013

con Giada allo Skate Park...


Giada ho avuto il piacere di conoscerla tramite sua sorella Valentina durante una serata tra amici con Marco e Roberta davanti a una buona Paulaner a Le Botti Old Tavern, ottima birreria in San Miniato...

Fin da subito mi ha colpito il suo look, con i suoi capelli rossi!, l'ho immediatamente associata a un mood style Crew, Hip Hop, Rapper, boh...

Nei giorni successivi l'ho contattata e gli ho proposto di "posare" per me, la location prescelta è uno skatepark...

Rispolverato lo Skateboard che avevo in camera, ho aspettato Giada, sua sorella Valentina in veste di MUA e Hair Stylist, e l'amica di compagnia Viola siamo partiti alla volta di  Pisa... 

Solitamente preferisco lavorare da solo con le ragazze, specialmente se non hanno esperienze di questo tipo, ma visto che con Giada ci conoscevamo giá, ho deciso di farmi dare una mano da Valentina, sua sorella.

arrivati allo skatepark, Giada mi ha fatto presente che non era quello dove era stata lei, quindi abbiamo dedotto che a Pisa ci sono minimo due skatepark... 

Trovato l'indirizzo giusto, siamo partiti per la nuova destinazione in direzione porta a mare, dopo aver attraversato Pisa siamo arrivati...





Ok, Giada era già vestita con t-shirt, short e sneakers giusti, ha preso lo skate e ha incominciato a girare.





In  questa occasione ho avuto in "prova" la Fuji X100 prestata dall'amico Andrea, gran bella macchina ma non proprio dinamica per questo tipo di fotografia, comunque "smanettando" un po' ho trovato la modalità di scatto in sequenza e messa a fuoco continua:





La maggior parte del lavoro e stato fatto con la mia Canon 5D Mk II con il 50mm f1.2

Ho chiesto gentilmente a Valentina e Viola di lasciaci soli, avendo notato che Giada era un po' distratta e magari si sentiva imbarazzata vedendosi osservata dalle amiche.




Dopo aver preso confidenza con il posto e dopo un paio di cambi di Giada, abbiamo deciso di cambiare location alla volta di Pontedera, zona Piaggio dove sulle pareti di un parcheggio (ex capannone) vi sono murales di tutti i tipi e stili, fatti anche dagli amici writers di Giada...











Tra un caffè e due risate abbiamo finito di scattare, per poi rientrare verso casa...

Complimenti a Giada che, anche con la "presenza"  di Valentia e Viola è riuscita a entrare nella parte di skaiters per un pomeriggio.


mercoledì 18 settembre 2013

un bel pomeriggio con Chiarina...


Con Chiara ci conoscevamo già, lavora da Alessio dove vado farmi i capelli, così abbiamo deciso di fare degli scatti insieme, dopo un incontro preliminare, davanti a una birra e un caffe, per approfondire lo stile da dare allo shooting, abbiamo deciso di trovarsi la domenica successiva

È arrivata in orario all'appuntamento, segno di rispetto o forse trepidante di farsi fotografare...



Come tutte le ragazze, non sanno mai cosa portare, poi arrivano con un trolley e dentro, come per magia c'è  tutto l'armadio che hanno a casa! Addirittura si è portata sei paia di scarpe...



Iniziamo con una prima sessione in studio, lei è la prima volta che posa davanti a una fotocamera, ma appena dopo i primi scatti entra subito nella parte di "modella per un giorno", alterniamo gli scatti "ufficiali" con alcuni fatti con la mia Polaroid Land Camera 350, per poter entrare nel vero Vintage...







Abbastanza trasformista, una volta che è entrata nella parte, migliora scatto dopo scatto, e scopriamo che il meglio di se viene fuori quando sorride e fa la "pazzarella"...

Dopo, ormai essere entrati in confidenza, decidiamo di uscire in cerca di una location, passando dalla zona artigianale, troviamo un posto, in realtà  e dietro una ditta dove con i Tir, caricano e scaricao le merci, abbastanza isolato ma con diversi angoli da poter sfruttare...



In questa occasione ho riacceso il Flash, (sarà contenta la mia amica Giulia) era da tempo che non scattavo con con questa fonte di illuminazione artificiale, modificando le sue funzioni ho ottenuto l'effetto che volevo





Devo dire che per essere la prima volta che scattiamo insieme non è andata per niente male, abbiamo già deciso che prossimamente scatteremo direttamente in camera sua...







Chiara, è stata disponibile e brava a entrare nelle diverse parti delle varie situazioni, considerando che è la prima volta che si fa fotografare devo fargli i miei complimenti !



mercoledì 11 settembre 2013

Lunedì con Virginia...

Sua mamma era già passata tempo fa, in quell'occasione aveva avuto modo di vedere alcune mie foto, mi promise che sarebbe ripassata con la figlia...



Promessa mantenuta!... In questi giorni è ritornata con Virginia, dopo una chiacchierata conoscitiva e la visione di un buon numero di fotografie, abbiamo deciso di trovarci lunedì per scattare insieme, sia in studio che in esterni

Virginia ha già fatto qualche sfilata e ha posato per un fotografo, ultimamente a provato anche l'esperienza dell'ombrellina al circuito del Mugello...

Giovane e piena di vitalità, ok, é arrivata in ritardo di ben 30 minuti all'appuntamento per un incomprenzione di orari, ma va be chissenefrega !...



Ha veramente tanta roba da potersi mettere, a partire da un buon assortimento di intimo, passando tra svariate maglie e shorts, fino ad arrivare ai vestiti. Abbiamo iniziato a scattare ed è stata subito molto brava, si vede che ha già fatto altri ahooting...

Con la capacità di riuscire a cambiare espressioni spesso è volentieri, ha un bel sorriso, ed è brava anche ad esaltare le "curve" del suo fisico "esplosivo" 





In interni siamo riusciti a fare diversi scatti sia con i completini canottiera+shorts sia in intimo...

Fino ad arrivare a scattare in due situaioni un po' fuori dalla norma, usando prima un lecca lecca e poi un gelato...





Poi abbiamo deciso di andare a cercare una location in esterni, e ci siamo ritrovati a Toiano, paesino ormai abbandonato da anni, li vi abita una sola famiglia, poi è tutto nel degrado più assoluto, ma fotograficamente parlando è veramente spettacolare tendente al tetro...





Due i problemi che abbiamo trovato, il primo è che ci siamo arrivati troppo tardi, quando ormai la luce era troppo bassa, il secondo molto più "fastidioso" è che era pieno di tafani da dover scappare via...



Ho riportato Virginia a casa che erano ormai oltre le otto(20:00), stanchi ma sicuri di aver fatto un buon lavoro

Gli ho proposto alcuni progetti fotografici "informali" che ho in mente e lei si è subito resa disponibile a realizzarli, così sicuramente la rivedrete qui in altre situazioni...